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Putridarium
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Le "terresante"
Nei secoli scorsi, a Napoli, con "terresante" si indicavano i sepolcreti delle confraternite laicali ricavati negli ipogei ecclesiastici; in determinati casi, erano scelti come alternativa ai putridaria, generalmente per i familiari dei confratelli. Questa usanza fu bollata come una «barbara maniera di seppellire li cadaveri» dagli ispettori del Supremo Magistrato di Salute della città, che così le descrivevano nel 1779:
«Sono queste ordinariamente sotto delle pubbliche Chiese, ed alcune a poca profondità, altre a livello delle strade, sulle quali sogliono avere le loro aperture […] In tanti piccioli parterre si seppelliscono li cadaveri in fossi che si cavano nel terreno, e colla terra li medesimi si coprono all’altezza di tre, o quattro palmi. Questa terra che cuopre li cadaveri si lascia smossa, e senza ne anche battersi. In questi ipogei o terresante ne' dì festivi si dice anche la Messa, e molto popolo vi concorre. Nel dì della commemorazione de' morti ànno il costume alcuni del volgo di andare a visitare li di loro congionti, ed amici nelle terresante, spogliarli delli cenci, e vestirli di nuovo. Dopo qualche mese di tempo, si scoprono li cadaveri, altri de quali si gittano nelle sepolture, ed altri si situano come per ornamento in alcune nicchie disposte intorno alle terresante medesime, ed ivi si lasciano proseguire la loro putrefazione (la quale è, come si è detto, di lunghissima durata), e diffondere per l’aria libera i loro mortiferi effluvi».cite-ref-1[1]
La "terrasanta" della
chiesa del Purgatorio ad Arco
, Napoli.
Il mwdaputridarium (plurale: mwdqputridaria), anche detto mwdgcolatoiocite-ref-2[2], era un ambiente funerario "provvisorio", in genere sotterraneo (tipicamente una mwewcripta nei sotterranei di una chiesa), nel quale avveniva un particolare processo di mwfamummificazione legato a pratiche religiose.
Contents
• Note
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Storia e descrizione
Il mwgaputridarium era una stanza rettangolare, generalmente di dimensioni ridotte, lungo le cui pareti erano scavate una decina di mwgqnicchie provviste di particolari sedili in muratura (mwggcantarelle) con un ampio foro centrale. Dopo esser stati sottoposti a un intervento di lavaggio, i corpi dei defunti venivano posti a sedere nelle cantarelle, mentre sotto il foro veniva posto un bacile; sul cadavere venivano infine praticate le mwgwschiattature (venivano cioè bucati mani, piedi e collo per mezzo di un punteruolocite-ref-3[3]) per favorire la fuoriuscita dei liquidi corporei durante la mwiadecomposizione, i quali scolavano attraverso il foro e finivano nei recipienti sottostanti. Il putridarium veniva sigillato con una o più porte di massiccio metallo, per evitare che i miasmi si diffondessero.
Anticamente la permanenza del corpo nel putridarium durava fino alla completa decomposizione dei tessuti molli, circa dieci-quindici anni, al termine dei quali le ossa venivano raccolte, lavate e trasferite nella sepoltura definitiva; poco fuori dal putridarium potevano essere presenti delle mensole su cui venivano esposti i crani dei defunti sottoposti a tale pratica. A partire dal mwigXVII secolo si diffuse invece la pratica di esporre i corpi mummificati in cripte o catacombe: venivano pertanto tirati fuori dal colatoio dopo soli due anni, per poi essere sottoposti a interventi mirati a conservare i tessuti rimasti, lavati, rivestiti e infine portati nel luogo di sepoltura finale. Il massimo esempio di questa pratica si trova nelle mwiwcatacombe dei Cappuccini di mwjaPalermo, ma è riscontrabile in molti altri luoghi.
Meno costosa dell'mwjgimbalsamazione (preferita dalle classi sociali più abbienti), la pratica della scolatura era quasi esclusivamente riservata a frati, monache e sacerdoti, oppure ai membri di una Confraternita; essa rispondeva infatti a precise idee religiose: il continuo modificarsi dell'aspetto esteriore del cadavere rappresentava visivamente i vari stadi della purificazione affrontati dall'anima del defunto nell'aldilà, fino alla completa redenzione; pertanto la cura del mwjwputridarium e dei corpi in esso ospitati era vista come un'opera pia. Il mwkaputridarium del mwkqconvento delle clarisse presso il mwkgCastello Aragonese di mwkwIschia non era sigillato, e le monache potevano liberamente accedervi per pregare in suffragio delle consorelle defunte o meditare sulla morte. Non mancano comunque esempi di laici sottoposti allo stesso trattamento.
Ricollegabile per certi aspetti all'antica credenza della "doppia morte/doppia sepoltura" diffusa nel mwlqSud Americacite-ref-4[4], la pratica è documentabile nell' mwmgEuropa occidentale a partire dal tardo mwmwMedioevo; in Italia si diffuse principalmente nel Meridione (sostanzialmente nel territorio del mwnaRegno delle Due Sicilie), dove questi luoghi sono noti anche con il termine generico di "camere di mwnqmummificazione" o, più nello specifico, come "colatoi a seduta" (per distinguerli dai colatoi orizzontali) e, soprattutto nel napoletano, "mwngcantarelle". Ne esistono tuttavia esempi anche in altre regioni.cite-ref-5[5]
La pratica cominciò ad essere osteggiata dalle autorità cattoliche ufficiali dopo il mwpaConcilio di Trento (1563)cite-ref-6[6]; tuttavia era ancora molto diffusa nel mwqqSettecento e mwqgOttocento. Scomparve definitivamente all'inizio del mwqwXX secolo, in seguito a una più rigorosa applicazione delle norme igieniche e sanitarie.
Putridaria in Italia
• mwrwAgrigentomwsa : mwsqchiesa di Santa Maria dei Greci
• Altavilla Silentina.Cripta Chiesa di San Biagio.
• mwtaAriano Irpino: cripta del mwtqMuseo diocesano
• mwvgCairate: chiesa "vecchia" del monastero di Santa Maria Assunta
• mwwaCaltanissetta: mwwqchiesa di San Sebastiano
• mwxgCerreto Sannita: mwxwCripta sepoltura di San Rocco
• mwyqChiaramonte Gulfi (RG): Cripta della Confraternita Maria SS. della Misericordia nella Chiesa Commendale del S.M.O.M dedicata a San Giovanni Battista
• mwywEboli: cripta di Santa Maria del Carmine
• mwzqFiumedinisi: chiesa matrice
• mwbgGuglionesi (CB): Collegiata di Santa Maria Maggiore
• mwcwLamezia Terme:cite-ref-9[9] cripta chiesa di San Domenico
• mwhaLentini (Sr): chiesa di S. Alfio e S. Maria la Cava
• mwhgMatera: chiesa di San Pietro Barisano
• mwiaMilano: mwiqchiesa di San Bernardino alle Ossa
• mwiwMonopoli: Chiesa di Santa Maria del Suffragio e delle Anime del Purgatorio
• Monteforte Irpino: chiesa di San Martino
• mwkgNapoli: mwkwchiesa di Santa Maria Antesaecula
• Napoli. Chiesa di Santa Luciella
• Napoli. Chiesa della Trinità dei Pellegrini (mwlghttps://museodeipellegrini.it/terrasanta/)
• Napoli: mwngchiesa di Sant'Anna dei Lombardi
• mwoaOppido Lucano: chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo
• mwogPalagonia: mwoweremo di santa Febronia
• mwpqPalermo: mwpgcatacombe dei Cappuccini
• mwqaPalermo: mwqqoratorio del Carminello
• mwqwPalmi: mwraChiesa del Santissimo Crocifisso
• Paludi (CS): Chiesa di San Clemente
• mwrwPiazza Armerina: chiesa della Madonna del Carmine
• Pizzo Calabro: mwsqChiesa del Purgatorio e di Maria SS. Delle Grazie
• mwswRiposto: mwtachiesa della Madonna della Lettera
• mwtgRoma: cripta della mwtwbasilica di Sant'Andrea delle Fratte
• mwuqSan Marco d'Alunzio: ipogeo nella mwugchiesa dell'Aracoeli
• mwvaSant'Agata de' Goti: cripta della chiesa di Sant'Angelo de Munculanis
• mwvgSavoca: cripta della mwvwchiesa di Santa Maria in Cielo Assunta
• mwwqSolofra: cripta della mwwgcollegiata di San Michele Arcangelo (Solofra)
• mwxaTaranto: ipogeo di Palazzo Spartera (ex convento dei Frati Olivetani)
• mwxgTramonti: cripta del mwxwmonastero dei Santi Giuseppe e Teresa a Pucara
• mwyqSoriano Calabro Cripta Convento San Domenico di Soriano Calabro
• mwywSiracusa: cripta della chiesa di San Sebastianello (Artemision)
• Buscemi (SR): Chiesa di Sant'Antonio di Padova
• Trani: cripta della chiesa di San Rocco
• Trani: cripta della chiesa di Santa Maria di Dioniso
• mw0aTroina: cripta di Santa Lucia nella Chiesa del Santissimo Sacramento
• mw0gTusa: sepolcro della Confraternita del Santissimo Sacramento nella mw0wchiesa madre
• mw1qValenza Po: chiesa della Santissima Annunziata
Note
cite-note-11. ↑ "Relazione de' medici per l'abolizione delle Terresante di Napoli" del 20 dicembre 1779, in Archivio di Stato di Napoli, Supremo Magistrato e Soprintendenza Generale di Salute, mw3aEdificazione di camposanti, sepolture, traslocazioni di cadaveri ed espurghi di terresante, busta 286, cc. 2v-4r. Sull'argomento si può vedere anche Pierroberto Scaramella, mw3qLe Madonne del Purgatorio. Iconografia e religione in Campania tra Rinascimento e Controriforma, Genova, Marietti, 1991, pp. 293-294. ISBN 88-211-6813-1.
cite-note-22. ↑ mw4gmw4wmw5aColatoio dei morti, su mw5qWeboli - Sito del Turismo e Attività culturali della Città di Eboli. mw5gURL consultato il 22 aprile 2021.
cite-note-33. ↑ Da cui il modo di dire napoletano mw6gschiattare in corpo, con riferimento palese o metaforico alla morte.
cite-note-44. ↑ Sull'argomento si possono vedere Fornaciari, Giuffra e Pezzini, mw7gmw7wop. cit., che citano il gesuita settecentesco mw8aJoseph-François Lafitau, mw8qMoeurs des sauvages amériquains comparées aux moeurs des premiers temps, Parigi, Saugrain - Hochereau, 1724, vol. 2º, p. 444 («Per la maggior parte dei popoli selvaggi i corpi morti non sono altro che un deposito messo temporaneamente dentro un sepolcro. Dopo un certo lasso di tempo vengono celebrati nuovi funerali attraverso i quali, con nuovi riti funebri, si estingue il debito dovuto ai defunti»), e la rappresentazione collettiva della morte del sociologo mw8gRobert Hertz ("Contribution a une étude sur la représentation collective de la mort", in mw8wmw9aL'Année sociologique, 1907, pp. 48-137).
cite-note-55. ↑ Cfr. sull'argomento le riflessioni di Davide Gorni, "Torna alla luce un convento del '500", sul mw-amw-qCorriere della Sera dell'8 dicembre 2000, p. 54.
cite-note-66. ↑ Cfr. la già citata "Contribution..." di Robert Hertz, che individua nel mw-qpurgatorio cattolico la successiva elaborazione (e mediazione) storica del concetto popolare di "doppia sepoltura".
cite-note-77. ↑ mwaqemwaqimwaqmCripta della chiesa dei Santi Eusebio e Antonio, su mwaqqbioarcheo.it.
cite-note-88. ↑ Cfr. Giovanna Buda, "Giarre una piazza restituita", mwaqgmwaqkI lavori di restauro del Camposanto Vecchio, Regione siciliana - Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione - Dipartimento dei Beni Culturali, Ambientali ed Educazione Permanente - Palermo 2007
cite-note-99. ↑ mwaq0mwaq4lameziastorica.it, mwaq8https://www.lameziastorica.it/scolatoio.htmlmwara Titolo mancante per url mwareurl (aiuto).
cite-note-1010. ↑ mwarcmwargportalecce.it, mwarkhttps://www.portalecce.it/index.php/gente-bona-diocesi-lecce/lecce-mia-diocesi-di-lecce/12282-la-cripta-restaurata-nel-2017-il-grande-tesoro-nascosto-sotto-la-cattedrale-di-leccemwaro Titolo mancante per url mwarsurl (aiuto).
cite-note-1111. ↑ mwasemwasipugliareporter.com, mwasmhttps://www.pugliareporter.com/2017/11/09/nella-cripta-della-cattedrale-di-lecce-con-voyager-video/mwasq Titolo mancante per url mwasuurl (aiuto).
Bibliografia
• Antonio Fornaciari, Valentina Giuffra e Francesco Pezzini, mwassProcessi di tanatometamorfosi: pratiche di scolatura dei corpi e mummificazione nel Regno delle Due Sicilie, Borgo San Lorenzo, All'Insegna del Giglio, 2008 (consultabile anche sul sito mwaswPaleopatologia e su mwas0Academia.edu).
• Antonio Fornaciari, Divisione di Paleopatologia, Università di Pisa, I, mwas8mwataScheletrizzare o mummificare: pratiche e strutture per la sepoltura secondaria nell’Italia del Sud durante l’età moderna e contemporanea, Medicina nei secoli Arte e Scienza 25/1 (2013) 205-238, Journal of History of Medicine
• Roberta Fusco, Putridaria e pratiche di scolatura dei corpi. Antropologia della morte in epoca moderna. Università degli studi di Bergamo, Scholarly publishing initiatives, 2018 (consultabile su mwatiAISBERG) mwatmDOI:10.6092/TDUnibg_105305.
Voci correlate
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